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LA STRUTTURA

Il ristorante e il laboratorio dei Majore, dove «si magnifica il porco» non per mestiere, ma secondo una seria tradizione gastronomica che risale al 1896, si affacciano in via dei Martiri Ungheresi. Una delle viuzze che, piene ancora di garbo, attraversano il centro di Chiaramonte Gulfi, arroccato sul bordo orientale dei Monti Iblei.

La stessa sensazione di misura, di buon gusto, trasmessa dalla ricostruzione barocca, dopo il terremoto del 1693, si coglie, entrando nella piazza del Duomo. Una piazza di conversazione, un salotto al sole. La pompa, tutto il fasto immaginabile di marmi, stucchi, velluti, argenti e cristalli è, invece, racchiuso oltre il portone di Santa Maria La Nova, come nelle altre chiese cittadine.
 
Al lato opposto della bella piazza, al numero 4 di via Marconi, ha aperto Casa Majore. Il ristorante, il laboratorio delle carni e la locanda, riunite alla breve distanza di una passeggiata. Casa Majore, ricavata all’interno di un palazzo ottocentesco, si riallaccia alla storia di famiglia, alla cucina con camere sopra il ristorante.
Tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, in via Martiri Ungheresi, i Majore mettevano a disposizione dei viandanti e dei notabili – il pretore, il direttore della scuola elementare, i commercianti, gli ufficiali di passaggio – le sette camere dell’Albergo Stella. Lo spirito del vecchio albergo si è trasferito in via Marconi, con sei nuovi appartamenti: un monolocale, quattro bilocali e un trilocale. Tutti gli appartamenti sono autonomi e dispongono di un box con la cucina a induzione, il frigorifero, il forno a micro onde e la macchina per l’espresso. La prima colazione si fa in casa, ma per il pranzo e la cena si può andare al ristorante Majore o prenotare il menu, facendoselo portare, come è consuetudine della casa, a domicilio. Ad ogni appartamento è stato dato il nome dei frutti iblei: Limone, Arancio, Ulivo, Mandorlo, Carrubo e Melograno .
“La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo. Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra essa si può definire uno strano e divino museo di architettura” 
                                                                                                                          (Guy De Maupassant)
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Gallery

“Comincia a gennaio la primavera siciliana, e via via che le piante fioriscono diventa il giardino di una maga: germoglia la menta sulle rive dei ruscelli, gli alberi morti si inghirlandano di rose canine, persino il brutale cactus mette teneri fiori. Quindi non mi fa paura l’arrivo dell’inverno: quale migliore prospettiva che quella di sedere davanti al fuoco ad aspettare la primavera?”
                                                                                                                           
(Truman Capote)