Chiaramonte Gulfi

Il balcone di Sicilia


  • ​Un paesaggio mozzafiato

    Il territorio di Chiaramonte Gulfi, è noto anche come il "balcone di Sicilia", uno dei paesaggi più pittoreschi della provincia iblea. Il borgo si trova su una collina ai piedi dei monti iblei, immersa nel verde intenso di conifere ed eucalipti, creando una cornice paesaggistica peculiare. I percorsi naturalistici conducono verso le cime dei monti, fino allo spettacolare Arcibessi, antico luogo di culto per i cristiani, dal quale si può scorgere l’altipiano ibleo, la valle dell’Ippari e la distesa degli ulivi saraceni, simbolo di questa terra. Vale la pena visitare, inoltre, anche la chiesetta del XVI secolo della Madonna delle Grazie, la quale conserva al suo interno una statua in marmo della Vergine, realizzata dallo scultore Luca Maldotto. Degni di nota sono anche i diversi palazzi barocchi, i cortili in vecchio basolato di pietra dura, i vicoletti e le scalinate del centro storico.

  • ​La storia e l’urbanistica

    L’attuale tessuto urbano di Chiaramonte Gulfi nel territorio di Ragusa risale al 1300, successivamente alla distruzione efferata della città compiuta per mano dagli Angioini nel 1299. Tale avvenimento venne citato anche dallo storico Solarino che testimoniò il fatto con queste parole: «la sola ricordanza suscita grida di raccapriccio e angoscia». Il nome della città deriva dalla famiglia dei Chiaramonte, che attribuì il nome del proprio casato alla città. Dopo la cacciata dei francesi, il Conte Manfredi I, volle ricostruire la città sull’altura, fortificandola con un castello. La fortezza riportava tre porte di accesso, di cui una, la Porta Nord Ovest dell’Annunziata è ancora del tutto integra, sebbene il terremoto della fine del 1600 distrusse quasi interamente il castello. Durante la ricostruzione, la pianificazione urbanistica seguì il modello del Barocco della Val Di Noto, mantenendo l’antico tracciato medievale del reticolo di vie e conservando tutte le testimonianze d’arte che miracolosamente sopravvissero al cataclisma. In memoria dell’antica città, il regio decreto del 1881 impose l’aggiunta del nome Gulfi. Dopo il pranzo o la cena, con una passeggiata tra le vie strette e misteriose del borgo, i clienti del Ristorante Majore possono apprezzare tutto il fascino di un luogo denso di storia e cultura.